La locanda dei cachi e del glamour

"after all is said and done I know I'm not the only one,
Life indeed can be fun, if you really want to".

Chi sono

Utente: LaLocandiera
Salve! Sono Mirandolina, la locandiera. Siete appena entrati nella mia locanda, centro nevralgico di gioie e dolori, gratificazioni e frustrazioni, illusioni e speranze (soprattutto illusioni e speranze), dove io, nocchiera di un veliero proiettato verso il mare del terzo millennio, vi guiderò nella mia vita attraverso le mie riflessioni. E queste le condividerò con voi, cari amici e pochi nemici, e insieme porteremo avanti l’unico stendardo che veramente ci appartiene: l’amore.




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lunedì, maggio 25

Mi suggerite dei nomi?

Nell'ambito della mia collaborazione con la Biblioteca di Sardegna, sono alla ricerca di RAGAZZE CUI DARE UN COMPITO DI RICERCA - RETRIBUITO.
Conoscete qualche ragazza a:

AIDOMAGGIORE
ALBAGIARA
ALLAI
ARBOREA (!! NEW ENTRY !!)
ASUNI
BARADILI
BARATILI
BARESSA
BUSACHI
FLUSSIO
FORDONGIANUS
GENONI
GHILARZA
GONNOSTRAMATZA
MARRUBIU
MASULLAS
MOGORELLA
NARBOLIA
OLLASTRA
PALMAS ARBOREA
PAULILATINO
POMPU
RUINAS
SANTULUSSURGIU
SEDILO
SENEGHE
SIAMANNA
SIMALA
SIMAXIS
SINI
SORRADILE
TADASUNI
ULA TIRSO
USELLUS
VILLA SANT'ANTONIO
VILLAURBANA
ZEDDIANI
ZERFALIU?

Cerco urgentemente delle ragazze provenienti da questi paesi per un progetto editoriale di prossima pubblicazione. Si tratta di un libro sui rimedi antichi, la persona incaricata dovrà occuparsi di raccogliere testimonianze orali.
SE CONOSCETE QUALCUNO NEI PAESI INDICATI, PLEASE SPARGETE LA VOCE, INOLTRATE, ETC.
Le persone interessate mi possono contattare in qualsiasi momento per ulteriori informazioni.
Alla pubblicazione del libro è previsto un compenso per la curatrice.

Denghiu!
postato da: LaLocandiera alle ore maggio 25, 2009 17:35 | link | commenti
categorie: cultura, donne, sardegna
giovedì, maggio 14

Ricambio generazionale.

La scena è ricorrente. Fin da quando non arrivavo nemmeno alla maniglia della porta (sì, è vero, non sono cresciuta molto da allora, ma non è questo il punto), ho visto mio padre che offriva da bere. Tutto il casino che si faceva (e si fa) a settembre al momento della vendemmia un po’ serve anche a questo.
Il suo vino andava benissimo tutto l’inverno fino alla primavera, da Santa Vittoria – metà maggio – cominciava la birra fresca. Operai del comune, muratori, su sotziu (per i non comprendenti, il comitato organizzatore delle feste): mio padre si affacciava alla porta, diceva due parole e faceva finta di andarsene, solo per tornare due minuti dopo con una birra ghiacciata alla cui vista si illuminava il volto dei lavoratori.
Ieri sera si è svolta la stessa scena, ma in chiave moderna.
Su sotziu di Santa Vittoria, un tempo composto da gente con il posto fisso (un mito che è realmente esistito, credetemi), e che potevano dedicare tutti i pomeriggi ad organizzare le feste, oggi è composto da ragazzi che lavorano fino a tardi, e che quindi appendono le bandierine alle 11 di notte. Il lavoro, si sa, è duro: bisogna mettere le bandierine in tutte le vie in cui passa la processione, più la via di accesso al paese, che è anche la via dell'unico bar: come si fa a non onorarlo?
Quando sono passati davanti a casa erano già ben oltre la metà del loro lavoro, si meritavano – dico io – un punto ristoro come si deve. Ed è lì che si è ripetuto un déjà vu della mia infanzia: collana di perline e tacco 10, sono scesa con la mia specialità, il liquore al cioccolato, a ristorare gli animi di questi baldi giovini.
Sapete com’è, anche con modalità diverse, è sempre bene tenere vive le tradizioni...
.
PS. A proposito di tradizioni, questa sera alle 21.00 accenderemo il tradizionale falò, balleremo i tradizionali balli sardi sulla collina, nel piccolo sagrato della chiesa e mangeremo dei poco tradizionali ma ugualmente apprezzati panini con salsiccia. Accorrete, siori, accorrete.
postato da: LaLocandiera alle ore maggio 14, 2009 17:08 | link | commenti
categorie: amici, bauladu storia de un pueblo
lunedì, maggio 04

La ragazza con l'alluce in paradiso.

Ho un passato cattolico di tutto rispetto.
Asilo dalle Suore, colonie estive dalle suore (come assistita e come assistente), Azione Cattolica Ragazzi e Giovani, perfino catechista.
Ora sono tiepida, non riesco a trovare una collocazione a questa fede che sento che da qualche parte è rimasta, però è un po’ assopita.
Non sono del tutto fuori dal giro però. In realtà sto continuando a pagare i contributi.
Eh, sì, perché metti che un giorno lo incontro veramente a San Pietro. E se mi chiede conto di questo periodo buio? Magari è solo una parentesi, e dopo ricomincio, ma metti che mi dice “non è che ti abbiamo visto molto a messa in quel periodo lì, e non è che hai fatto grandi cose sempre in quel periodo lì. C'è un buco di tot anni, e per quegli anni non ti valgono i contributi nemmeno degli anni precedenti, sono andati in prescrizione”. Allora, se continuo come sto facendo, gli posso presentare tutte le cedole della mia prosecuzione volontaria. Mi affido all’INPS delle anime, ogni tanto faccio donazioni... la festa della Madonna di Itria, due palle di Natale per l'albero della Cattedrale, la tessera dell'Associazione Sindrome di Crisponi, un po' di attività all'interno dell'Associazione Amici della Posada de Belén (vedi, metto anche il link!), il primo maggio sono andata a Bonarcado alla conclusione del pellegrinaggio con il vescovo… Praticamente mi sto comprando il posto in paradiso. Per ora ci sta solo un alluce. Tanto lo sanno che sto facendo la furba, più di un alluce non mi accettano…
 
Nel frattempo continuo a sapere tutte le risposte alle domande di religione di Chi Vuol Essere Milionario. Non tutti i passati cattolici vengono per nuocere!
postato da: LaLocandiera alle ore maggio 04, 2009 16:17 | link | commenti
categorie: vita, mosciame
lunedì, marzo 30

Riflessioni davanti allo specchio.

Non si tratta di trovare una persona perfetta.

Si tratta di trovare una persona di cui puoi sopportare o gestire i difetti.

 

PS: posto sempre che quella persona voglia stare con te a sopportare o gestire i tuoi, di difetti...

PPS. due zie di seguito che ti chiedono quand'è che penserai a sistemarti è sufficiente, grazie. A tutte le altre zie: chiedete alle prime.

postato da: LaLocandiera alle ore marzo 30, 2009 22:32 | link | commenti (3)
categorie: amore
venerdì, febbraio 20

Sole baciami...

... il conto in banca.

Da "La Repubblica" di oggi:

"Nel 2008 il giro d'affari dell'industria fotovoltaica italiana è stato di circa 800 milioni di euro con una crescita del 500% e, per il 2009, si prevede l'installazione di ulteriori 250 megawatt, con un fatturato di un miliardo e 250 milioni di euro. L'Italia, con una crescita stimata del 119% all'anno, è consideata un paese con grandi potenzialità".

E invece noi cosa facciamo? Togliamo gli incentivi per gli immobili che vorrebbero dotarsene (nota: la Regione Sardegna li ha mantenuti... fino ad ora).

Forse perchè (continuo da La Repubblica) "tra il 2012 e il 2015 si prevede che da noi l'energia solare potrà costare come quella tradizionale senza avere più bisogno di incentivi statali". Quindi perchè sforzarsi ora?

E rimangono le solite difficoltà di allacciamento alla rete e le procedure amministrative, nonché i vincoli delle sovrintendenze artistiche.

Il mio animo verde è stizzito.

postato da: LaLocandiera alle ore febbraio 20, 2009 19:10 | link | commenti
categorie: ambiente, casa
domenica, febbraio 15

Sabaidee Laos.

Aeroporto del Cairo, fine corsa… o quasi.
Abbiamo lasciato il Laos l’altro ieri per passare un’intera giornata a Bangkok.
 
Gli ultimi giorni a Vientiane eravamo quasi annoiate, molto stanche e anche un po’ infastidite dalla differenza tra i gentilissimi LangPrabanghiani e gli scortesissimi vientianiesi. No buono.
Eravamo abituate a divertenti trattative fatte di facce scandalizzate che diventavano via via accomodanti, scambiandoci la calcolatrice con la sciarpettara di turno che ci scriveva la sua proposta sullo schermo e noi rilanciavamo. 40.000 kip uàan. Booo, too much! I buy three you give me little discount? Say… 50.000 kip for three. Normalmente nel giro di due o tre giri di calcolatrice si riusciva a trovare un accordo. Abbiamo anche fatto amicizia con Kio, 14 anni dolcissima e con i soliti beady eyes (beads sono le perline in inglese) tipici della zona. Era troppo felice di essere stata in grado di tenere testa a tre falang come noi mentre la mamma la guardava orgogliosa. È stata così carina che il giorno dopo – considerando attentamente che non avevamo preso abbastanza sciarpe e tovagliette – siamo tornate da lei ed era ancora più felice. Devo dire anche noi, perché si ricordava perfettamente i prezzi che ci aveva concesso e li ha confermati anche il giorno dopo. Favolosa.
Rientriamo a Vientiane il lunedi sera. L’autobus stavolta era super lusso, senza galline né sgabelli in giro. Siamo anche riuscite a dormire un po’, il che dal momento che viaggiavamo in autobus era già un risultato soddisfacente.
Usciamo per cercare un sin, la gonna locale perché io ne volevo assolutamente una. Qui sono bellissimi anche se molto sgargianti, quindi bisogna girare un po’ per trovare qualcosa di sobrio ed elegante che possa essere usato anche in Italia. Avevo già in mente che l’avrei accorciato, la misura sotto il polpaccio non mi sta poi tanto bene. Ne avevo visto uno stupendo da una signora cui avevamo già comprato due o trenta sciarpe la settimana prima, ma l’aveva già venduto e quindi sono partita verso gli altri stand a vedere cosa offriva il mercato di Talat Sao. Prima trattativa. Tao dai? Mi scrive sulla calcolatrice 350.000… EEEEHHH? La mia faccia era proprio quella da EEEEHHH? Se ne deve essere accorta perché subito ha aggiunto: Special discount for you, 250.000 kip. Mi sa che il primo prezzo era proprio per sprovveduti falang alla loro prima contrattazione… pivelli. Le chiedo 200.000. Mi dice NO. No?! No?! A me? Non si dice no, si dice (sempre con le facce), “No, guarda per quel prezzo non te lo posso proprio proprio dare (anche se in realtà a un laotiano probabilmente lo venderebbero a 100 0 150 mila). Mi metti in difficoltà e come faccio adesso, io te lo vorrei anche dare ma a quel prezzo… hi no, e come faccio. Ashcò, ti faccio 240.000” . E invece questa bagadia della domenica, era no e no è rimasto. Ma è rimasto anche il sin, a si du godì cun salludi. Notate bene, il prezzo che mi fa è almeno 3 volte tanto il suo prezzo reale, e si aumenta sia perché sono straniera io che perché rimanga margine per la trattativa, quindi non sono io braccino corto che voglio tirare a tutti i costi. Questa mi voleva fregare. Cmq, niente, se l’è tenuto e nel giro di un po’ ne ho trovato un altro, ugualmente di seta, nero e con i ricami argento. Elegante, bello da vedere, ma forse la lunghezza che ho chiesto – al ginocchio – non rende giustizia. Devo vedere a casa con un paio di tacchi ben assestati.
Eh già perché in tutto questo – e sto parlando di 16 giorni – sono rimasta praticamente senza tacchi!! Unbelievable! E l’unico giorno che ho osato metterli, a Luang Prabang, abbiamo perso una cena con amici di amici di Tizi che stavano cenando in un ristorante oltre il ponte di bambù e non era carino rischiare di cadere nel Namù, figlio minore del Mekong ma altrettanto zozzo lurido.
Cmq, tutti gli acquisti, importanti e meno importanti sono stati fatti. L'ultimo giorno è venuto a salutarci anche il presidente in persona lui medesimo. Già, perché quando esce lui non se ne accorge nessuno, eh! Dal posto di polizia stradale più vicino alla casa presidenziale il personale comincia a fischiare tutti i fischietti che ha in dotazione. Escono prima una moto tipo Chips, un'auto blu, una seconda auto blu, una 4x4 e un'altra moto tipo Chips. I poliziotti continuano a fischiare fino a che il corteo si perde all'orizzonte, ma il corteo in compenso continua a far suonare la sirena come un'ambulanza. Il bello è che la gente si comporta allo stesso modo, ossia si parcheggia momentaneamente sul ciglio della strada finché non sono passati.
Cmq… siamo rientrate.
Addio bananine, addio mango, addio dragon fruit, phad tai, noodles e fried rice.
Benvenuta lasagna.
postato da: LaLocandiera alle ore febbraio 15, 2009 11:45 | link | commenti (1)
categorie: turismo, laos
domenica, febbraio 08

Falang in Laos.

Secondo giorno di visita a Luang Prabang.

Ex capitale del regno, presenta tantissimi templi e si trova alla confluenza di due fiumi, il Mekong e il Nangam (o qualcosa di simile) per cui presenta anche moltissimi scorci di una bellezza disarmante (qui tiziana avrebbe intonato l'ombelico del mondo). Oggi abbiamo visitato le cascate appena fuori dalla citta' e sembravamo le simpatiche canaglie in missione. Posti favolosi e anche la possibilita' di fare trekking sulle'elefante, ma poi li abbiamo viti possenti, enormi e soprattutto incatenati e ci hanno fatto pena e paura, per cui abbiamo desistito.

Le cascate pero' sono state favolose e il bagno rigenerante. Mi sento la pelle sfrigolare come quando si rientra da San Giovanni di Sinis, ma senza il sale.

Meno male che la nostra bellissima guesthouse (130.000 kip a notte a stanza / circa 11 euro) ha anche una bellissima doccia che fra poco visiteremo.

Oggi - come ieri e come ogni sera - si riaprira' il mercato notturno che caratterizza questa citta' e anche li' sara' incetta di ogni ben di dio, da quello utile a quello superfluo. La cosa bella non e' tanto comprare, che pure riempie il cuore di ogni donna, ma contrattare. Io sono diventata bravissima, Rita invece si intenerisce e dopo un po' smette di insistere. Io parto dal presupposto che solo perche' sei falang (straniero) ti dicono sempre un prezzo doppio del vero. Quindi si tira piu' che si puo'. Se una cosa costa 50 ti dicono 100. Porvi a chiedere 60 e da l' si comincia. oppure ti dicono 50, tu dici che ne compri 3 e dici 100 euro per tutte e tre. Alla fine cedono loro, tranquilli...

La citta' cmq e' molto turistica e sono abituati. se si va piu' al nord si riescono a vedere villaggi che di questo mercanteggiare non sanno molto, o cmq sono talmente lontani da tutto cio che non se ne preoccupano minimamente.

Ultimamente pare che il problema sia che le regioni al confine con la cina siano preda di coltivatori di caucciu' cinesi che comprano distese sempre piu' estese di terreni per le loro piantagioni. I terreni sono a ridosso dei villaggi, che hanno sempre animali in giro per le strade: galline, galli, gatti e cani, bufali, mucche, capre. I cinesi invitano diciamo molto caldamente la gente del posto a sbarazzarsi di questi animali perche' rovinano le piantine, specie quelle piccole appena piantate, per cui questa gente ora e' senza animali domestici. Un grosso guaio, dato che sono una fonte preziosissima sia di cibo, ovviamente, ma anche di materiale di baratto, da utilizzare nel caso di bisogno di cure mediche o simili. Ora non hanno molto da dare in scambio di queste prestazioni. Ho chiesto se non fosse possibile tenere questi animali dentro un recinto. Non esiste il concetto di allevare gli animali. Gli animali sono in giro perche' e' cosi' che si sostentano, mangiando quello che trovano.

E' un po' il concetto di vita Laotiana, mi pare di capire. Nessuna grossa preoccupazione, vita rassegnata ma serena, senza tutto il casino che facciamo noi per accumulare, prevenire, premunirci...

Oggi e' mancata la corrente per alcune ore nella citta'. Siamo andate al mercato in uno stand a chiedere del caffe' e la signora - ridendo - ci ha detto (qualcosa come) oggi niente caffe', hi hi hi, no electrical, hi hi. Ma il mio amico qua a fianco ce l'ha, un amico gli ha dato un kettle con l'acqua calda.

postato da: LaLocandiera alle ore febbraio 08, 2009 11:35 | link | commenti
categorie: turismo, laos
giovedì, febbraio 05

Mutismo e rassegnazione.

Straordinariamente sveglia dalle 7.30.. normalmente mi sveglio alle 4.30 grazie alle invocazioni del monaco, che vorrei invocare io di pregare sottovoce… cmq, vista l’ora probabilmente mi sto abituando e non ci faccio più caso, come con il muezzin a Tripoli.

Altri due giorni di visita a Vientiane. Mi sa che abbiamo visto quasi tutto. Oggi proporrò a Rita di vedere il parco dei Buddha, a 24 km dalla città. Stando alla Lonely Planet, possiamo andare in tuk tuk – esperienza memorabile per tutti i tipi di capello – per una decina di dollari a seconda della nostra capacità di contrattazione. Io mi sto riscoprendo grande disegnatrice, un orologio, un ananas, un bracciale, tutto per farsi capire; ma soprattutto cifre. La contrattazione di ieri per due sciarpe è cominciata con 60.000 kip ciascuna (circa 5.20 €) poi ha visto che ne prendevamo due e ha abbassato a 110.000 per entrambe, scritto nella calcolatrice. Ho preso la calcolatrice in mano e ho scritto 70.000, è inorridita, ma poi ha rilanciato per 80.000 e abbiamo accettato. Se pensate che un euro equivale a 10.700 kip, fate voi i conti. Ieri abbiamo anche comprato 12 braccialetti in (loro dicono) argento per 80.000 kip, e a quanto pare abbiamo anche fatto del bene, perché abbiamo beccato le bancarelle di un paio di ragazze del nord che vendono sul marciapiede perché non si possono permettere lo spazio al mercato.

Cmq, dicevamo del parco dei Buddha. Confido quindi su 10 dollari o 10 euro per il viaggio, ma potrei anche prendere un bus che mi costa 0.50 dollari e che mi porta al parco – 24 km – in una comodissima ora. Costa poco, ci mette un casino e mezzo di tempo ma pazienza non abbiamo fretta, e con un po’ di fortuna saremo tutti turisti quindi zero venditori e galline. Ma che peccato…

Ci sarebbe anche il museo nazionale del Laos, fino a 10 anni fa Museo Rivoluzionario del Laos, e un paio di altre cosette, ma il più è visto. Ci sono molte cose costruite con l’aiuto del governo giapponese o thai o vietnamita o cinese, mi sto facendo l’idea che il Laos di suo non faccia molto, aspetta la manna dalle ONG o dai paesi vicini, per cui mi fa ridere che la guida indichi questo museo come un tentativo del paese di riappropriarsi della propria identità.

Come fa un paese a definire la propria identità quando ha così tanto bisogno di aiuto esterno. E poi mille contraddizioni...  si sa che il presidente ha un vitalizio di 200 dollari al mese, ma il padrone di casa di mia sorellina prende 500 dollari di affitto e questa non è l’unica sua casa. Ci sono colleghi lao di Tiziana che si spostano in città in motorino (il papà guida con la figlia di 3 anni davanti, la moglie dietro tiene in mano il figlio di 6 mesi) perché non possono permettersi una macchina o un tuk tuk, e poi si vedono casermoni allucinanti, sicuramente destinati a occidentali, ma non si capisce bene da chi siano finanziati. Non che gli operai abbiano bisogno di molto… i cantieri sono privi di qualsiasi norma di sicurezza. I muratori si arrampicano su traballanti  impalcature di legno messo su con uno sputo e salgono a torso nudo, pantaloncini e flip flop… non credo che il costo del personale incida granché…

A presto!

_____

PS: Siamo appena tornate dal parco dei Buddha. un posto costruito da un pazzo visionario filosofo e sognatore che voleva unire le religioni buddhista e hindu. Cmq stupendo. Abbiamo condiviso il tuk tuk con due americane e l'abbiamo spuntata per 32.500 kip ciascuna, ergo 3 euro altro che 10 dollari... sto diventando bravissima a contrattare qualsiasi cosa!

postato da: LaLocandiera alle ore febbraio 05, 2009 10:18 | link | commenti
categorie: turismo, laos
martedì, febbraio 03

Questa parte della mia vita si chiama: camminare.

Sabato 31 gennaio

Prima giornata di vero shopping, almeno per me. non ho azzeccato le scarte e ho lasciato gli occhiali da sole in apt a Vientiane, quindi abbiamo cominciato da li'. Occhiali, udite udite, in un vero negozio di ottica, con luci specchi e pavimenti puliti! Poi ci siamo tuffati nlla realta' laotiana: il mercato. un grande garage con il pavimento di terra e in alcuni punti lo scolo dell'acqua a vista (odore indefinibile....). Mosche. Molte. Le verdur odinatamente raggruppate in mazzi ma per terra, su una specie di stuoia. bellissima la parte del pesce. le rane erano divise per tipo e grandezza, e una signora le spostava da una parte e dall'altra per scegliere le piu' succose. speratamente erano allineati i rospi e i girini, in un'altra bacinella ancora c'erano i pesci gatto che boccheggiavano. E mosche. molte. Di sera sunset drinks, naturalmente Beer Lao con ghiaccio! Siamo andate al bar La Folie... la folie era andare in quel bar, dal momento che solo una parte e' sopravvissuta all'alluvione e noi eravamo sull'unica parte sana. pero' il tramonto era da favola!

Domani gita a Tha Khaek, probabile prossima destinazione di tiziana, cosi' vediamo dove la mandano e cercheremo di immaginarci che vita fara'.

__________________________________________________

1 e 2 febbraio

Sveglia alle 6.15, ma nessun problema... tanto mi sveglio ogni giorno alle 4.30 grazie all'altoparlante del tempio che abbiamo a fianco a casa, e che trasmette le giaculatorie dell'alba. Lo possino... Bus per Tha Khaek. Per fortuna abbiamo tre posti vicini, perche' l'autobus e' pieno. Siamo partiti da neanche 10 minuti che gia' ci fermiamo. Sale una baraonda di gente che vende baguette, gomme acqua, bibite e spiedini di carne... che dolce olezzo intorno a noi... Una umanita' variegata nei colori e negli odori ci ha fatto compagnia per tutto il viaggio. Ogni tanto ci si fermava in the middle of nowhere per far salire qualcuno. Dicevo che il bus era pieno? No problem, il ragazzino controllore \ aiutante tira fuori una serie di sgabelli e li piazza tutti nella parte centrale, senza sedili per disporre valigie e merci varie, e nel corridoio centrale! Bellissimo. In questi sgabelli ci sono finite anche mamme con bambini e meno male che non hanno vomitato o avuto bisogno di un pannolino pulito!

La mattina siamo andate con un tuk tuk a vedere qualcuna delle grotte che ci sono intorno alla cittadina. il nostro autista, Ahr Noi o qualcosa del genere, si scusa per le strade, secondo lui rese polverose e piene di buche dalla troppa pioggia prima  e dalla mancanza di pioggia poi. Azzardava anche una buona velocita'... abbiamo ingoiato tonsille stomaco e diaframma anche in ordine sparso. Le grotte molto belle, piene di altarini con statue di Buddha dappertutto e fiori con offerte. Nella Buddha cave, in particolare, un gruppo di persone mangiavano e chiacchieravano tra una preghiera e l'altra. Abbiamo messo i fiori anche noi, cosi' ci siamo guadagnati la benevolenza del dio di queste parti per noi, i nostri avi e le nostre famiglie. E ditemi che non ne sappiamo...

Il bus del rientro e' un'altra avventura. Innanzitutto e' quello che arriva da Pakse, quindi sara' gia' pieno, quindi stavolta gli sgabelli toccano a noi! E invece no! Allora, prima di tutto alla stazione un gruppo di buontemponi ci fa gli scherzi e ci indica un bus giocando sulla somiglianza di Vientiane / Vietnam... ma di andare a Hanoi proprio no, grazie. Ma ahi noi, siamo straniere, destiamo attenzione e curiosita' su tutti, e quindi ci scherzano... Il bus delle 4 in realta' parte alle 4.30 ma in realta' arriva alle 5.15 ma in realta' parte alle 5.45... Un perfetto esempio di estrema calma laotiana... Ma recuperano subito! Sul televisore ci sono bellissimi videoclip di cantanti Thailandesi favolosi e storie strappalacrime e dopo... Karaoke! Abbiamo dato saggio della nostra bravura nella lingua thai...

postato da: LaLocandiera alle ore febbraio 03, 2009 11:47 | link | commenti (2)
categorie: turismo, laos
venerdì, gennaio 30

Morte di due (mancate) commesse viaggiatrici

6.30 partenza da Bauladu.

9.10 partenza da CAgliari.

13.00 partenza da Roma per il Cairo. 18.50 (locali) partenza per Bangkok.

Siamo salite sul volo Egypt Air senza troppa convinzione di ritrovarci a destinazione ne' di rivedere i nostri bagagli. Ci siamo dovute ricredere! Sono stati veramente incantevoli, really lovely. Magari gli aerei non sono troppo eleganti, e forse si trovano anche sedili strappati, ma il personale e' super gentile e ti assistono veramente. La nostra hostess, Judy, truccata come Cleopatra ha voluto convincerci della bonta' dell'hummous prima e di un budino di riso poi. non ci siamo convinte troppo ma abbiamo assaggiato...

Ci hanno dato il kit per il viaggio: mascherina per la notte (bianca... utile...) calzini per la notte, cuffie e salvietta. La bustina sembra un porta macchina fotografica, carina!

In piena notte ho fermato uno stewart per chiedergli un'altra mascherina blu o nera, e il giorno dopo mi ha chiesto se poi ero riuscita a dormire. Carino... dopo ci ha anche chiesto cosa facevamo a Bangkok, se ci fermavamo per la notte, se avevamo programmi per la serata, etc. Marpione...

Intanto ho imparato qualcosa di nuovo su mia sorella. quando e' stanca le mancano i collegamenti principali. e' morta di caldo in aereo, ma si e' lasciata la felpa addosso. A Bangkok (33 gradi, umidita' probabilmente al 120%) si e' lasciata la canottiera, non si sa mai che ci sia umido per i reni! E non distingue piu' la destra dalla sinistra. Imputiamo tutto cio' alla mancanza di sonno...

Abbiamo anche visto il Wat Pra Khaeo, un tempio enorme di Bangkok, cosi' giusto perche' ci avanzavano due ore. Andarci e' stata un'impresa, nessuno ci capiva, anche con il nostro miglior inglese. Solo che non ce lo dicevano, si limitavano ad annuire, sorridere e dire "Aah". La polizia turistica per fortuna ci ha dato indicazioni utili e siamo andate in giro. Abbiamo cambiato 50 euro ricevendo 2242 Bath. Ingresso al tempio 350 bath ciascuna, taxi 470 bath (50 min di viaggio), deposito valigie 100 bath ciascuna.

Al momento siamo in un internet point di Sethathirat, una delle vie principali di Vientiane. Ci siamo arrivate in bici, perche' tiziana insisteva che potevamo farcela. Avrei preferito il tuk tuk, almeno un autista locale sa come affrontare il traffico di qui! Io sono poco uscita e anche poco sicura gia' sulle mie gambe!

Pero' sappiamo i fondamentali: Non si fa niente con i piedi che non sia camminare, non si sollevano, non si indica niente con loro, non si mostrano (scarpe aperte ok ma bisogna essere discreti). I monaci non possono toccare le donne, quindi se ne incrociamo uno dobbiamo farci da parte. Si ringrazia con le mani giunte e un piccolo inchino della testa. Grazie e' koop tai, tizi dice anche koop tai lalai, dev'essere grazie molte; Ciao o arrivederci e' Sabaidee.

Che buddha sia con noi, e con questo post scritto accanto a un monaco che gioca a qualche gioco elettronico a fianco a me (ma senza toccarci...). Tra l'altro e' uno di quei giochi dove devi sparare a chiunque... l'aveva detto il mio prete che questi seguono gli dei falsi e bugiardi e hanno ucciso migliaia di cristiani in passato...

postato da: LaLocandiera alle ore gennaio 30, 2009 09:10 | link | commenti (3)
categorie: turismo, aeroporto, laos
martedì, gennaio 20

Separati in culla

Incredible.

Guardavo P.S. I Love You tutta presa dalla storia. è vero quello che dicono le critiche, un film che porta alla lacrima fin troppo facilmente. E se lo guardi da sola ci riesce, il bastardo.

Fino a che... è uscito lui. Tutto Ignudo. I mean, l'avevo già visto anche in Vicky Cristina Barcelona, ma era stato un bel vedere allora, e devo dire anche oggi.

Solo che... Non era Bardém!  

 

javier_bardem

dean

Ladies and Gentlemen,

Questi sono i fratelli separati alla nascita e portati in diverse sponde dell'Atlantico: Javier Angel Bardem, di Gran Canaria, Spagna, e Jeffrey Dean Thomas, di Seattle, USA.

postato da: LaLocandiera alle ore gennaio 20, 2009 17:38 | link | commenti
categorie: cinema, uomini
venerdì, dicembre 26

Sono andata alla messa di mezzanotte.
Giuro, stavolta ero in orario. Però ho incontrato mio cugino sulla porta e quindi a marolla a marolla mi doveva offrire da bere per festeggiare il Natale.
Io e Ritz approfittiamo, un po’ perché ha una bambina nuova nuova bellissima, un po’ perché un cumbidu non si rifiuta tanto facilmente con un sardo…
Cmq, arrivo in chiesa all’ora del Gloria. Sento un rumore strano. Come un tonfo. Ritmo irregolare, suono sordo. Uno, due, tre colpi. Uno, due, tre colpi.
Ma che… ma come… ma chi cazz!?
 
Un uomo venuto dal continente, che niente sa o ha mai saputo della Chiesa, riscopertosi religioso qualche anno fa (ben venga, eh, non fa mai male), ora vuole contribuire con tutti i mezzi di cui dispone.
 
Ultimamente dispone di un bongo senegalese.
 
Al Gloria ha suonato il bongo, all'Offertorio ha suonato il bongo, all'Agnello di Dio ha suonato il bongo. Suonato...
Ma alla fine, quando noi intonavamo il canto di Natale par excellence, la nostra ninna nanna a Gesù Bambino, "Celesti tesoru / d'eterna allegria / dormi vida e coru / reposa a ninnia", alla fine qualcuno gli ha detto Tttteepreeeego!!!
Ho pensato una cosa. Io amo intrattenere rapporti di amicizia con i paesi vicini. E amo soprattutto quelli che mantengono vive le tradizioni quelle più antiche.
Abbasanta, Ghilarza, Norbello, anche Mamoiada, posso arrivare anche fino a lì: posso contribuire al falò di Sant’Antonio con un bongo nuovissimo, usato poco e male?
postato da: LaLocandiera alle ore dicembre 26, 2008 20:41 | link | commenti
categorie: bauladu storia de un pueblo
mercoledì, dicembre 24

Il mio spirito natalizio.

… se di spirito natalizio si può parlare!
Quando ero fervente e religiosa, allora sì che era Natale! Lo sentivo, partecipavo… ora insomma… vedo chi intorno a me aspetta il Natale e tutte le buone cose che porta, io partecipo da lontano… Sono in modalità di prosecuzione volontaria. Se poi – hai visto mai – che ritrovo tutto il mio spirito, se Pietro dovesse chiedermi i contributi di tutti questi anni e io non li ho versati? Allora ogni tanto torno a messa, ho preso due palle per l’albero della Cattedrale di Oristano – e le ho prese all'Associazione della Sindrome di Crisponi, sono al banchetto di beneficenza a Oristano a impacchettare tutto a tutti per due case famiglia, promuovo le bellissime borse degli Amici della Posada de Belén di don Luciano Ibba e le attività dell'associazione... così perchè ciò i sensi di colpa... magari è un segno di spirito sedimentato che dormicchia in attesa di tornare ad agire.
 
E poi non c’è Sa Pippia, cosa facciamo? È un Natale dimezzato, come il visconte, con una metà amara e una bella perché è Natale, mangiamo un sacco, i bimbi sono felici, c’è il concerto del coro gospel… E penso che sarebbe stato bello cmq portare questa metà in Laos, ma siamo in ritardo sulla vita, e ci ritroviamo a non essere in grado di cogliere le occasioni / necessità / sfizi che il destino ci presenta.
 
Possiamo solo continuare a fare del nostro meglio, amare, abbracciare molto, sorridere, consolare o gioire con gli altri, e coltivare i rapporti umani con le persone cui teniamo veramente.
Questo vi auguro. Che questo Natale porti ricchezza di vita, generosità di sentimenti e affetti sinceri.
postato da: LaLocandiera alle ore dicembre 24, 2008 10:56 | link | commenti
categorie: vita
giovedì, dicembre 11

La consulta e la Storia

Bauladu, SABATO 13 DICEMBRE 2008 ORE 17.30
CENTRO SOCIALE COMUNALE
"CINEMA E PAROLE - riflessioni su un mondo che cambia"
Ciclo di proiezioni e di dibattiti sul mondo giovanile di ieri e di oggi
SPECIALE SUL SESSANTOTTO
1968-2008: COSA E' STATO REALMENTE IL SESSANTOTTO?
Il Sessantotto è considerato un movimento carico di ambivalenze e contraddizioni che ha lasciato il segno nella storia dell’Italia contemporanea, e non solo. Liberalizzazione dei costumi, facilitazione dei percorsi scolastici, spettacolarizzazione della politica, americanizzazione dei consumi, pubblicizzazione del privato. Ma cosa è stato realmente il Sessantotto? Perchè oggi, nel 40° anniversario, il Sessantotto è considerato un anno ancora da capire??
Ti invitiamo a partecipare alla seconda serata della rassegna “Cinema e parole – riflessioni su un mondo che cambia” organizzata dalla Consulta Giovani di Bauladu in collaborazione con l’Amministrazione Comunale del paese, in programma per sabato 13 dicembre alle ore 17.30 presso il Centro Sociale Comunale e dedicata al Sessantotto. Questo il programma dello speciale:
Ore 17.30: presentazione dello speciale sul Sessantotto;
Ore 17.45: proiezione del documentario "LA RABBIA DI QUEI GIORNI" di Salvatore Sardu;
Ore 19.00: apertura dibattito.

Interverranno:
Salvatore Sardu, regista di "La rabbia di quei giorni";
Gianluigi Deiana, professore di Storia e Filosofia presso il Liceo Scientifico Mariano IV di Oristano;
Salvatore Ciusa, autore del libro "Il '68 visto nel '68: riflessione su movimento studentesco
e democrazia".
postato da: LaLocandiera alle ore dicembre 11, 2008 15:55 | link | commenti
categorie: sardegna, bauladu storia de un pueblo
lunedì, dicembre 01

IN BAULADU

Un'altra avventura della locandiera:

libro IN BAULADU

 

L'opera in tutta la sua bellezza è stata presentata ed esposta ieri a Bauladu nel salone del Centro Sociale Comunale, dove sono stati presentati anche 50 ingrandimenti di foto presenti nel volume. Tutte le fotografie raccolte - circa 600 - sono state proiettate per il pubblico, così che tutti potessero ammirare anche le foto non incluse nel libro. Costo 15.00 Euro, per informazioni rivolgersi in Locanda.

postato da: LaLocandiera alle ore dicembre 01, 2008 12:34 | link | commenti
categorie: lavoro, sardegna, bauladu storia de un pueblo
mercoledì, novembre 19

Misteri della tecnologia

Come mai ogni tanto le mie porte USB vanno in tilt?

Accendo il pc, collego il telefonino per collegarmi a internet: Periferica USB non riconosciuta. Ma perchè!? E perchè proprio quando ho più fretta del solito!? Quelle volte che dico rimango due minuti, giusto per controllare se mi ha scritto qualcuno e poi vado. Macchè....

Riavvio. Periferica USB non riconosciuta. Guarda che adesso te le dò.

Riavvio senza cavo della corrente. Periferica USB non riconosciuta. Allora, mettiamo le cose in chiaro. O funzioni o comincio a bestemmiare.

Riavvio senza nessun cavo attaccato. Finisce la batteria, non completa il riavvio.

Riavvio con la corrente. Finalmente ce la faccio. Ma sono di fretta, e non faccio una beata fava!!! Se non questo sfogo qui sul blog!!!!!!!!!

Si accettano suggerimenti che non comportino esborsi, grazie.

Dimenticavo che nel frattempo ha suonato campanello e telefono.... Se il buongiorno si vede dal mattino...

postato da: LaLocandiera alle ore novembre 19, 2008 09:47 | link | commenti
categorie: lavoro, bauladu storia de un pueblo
sabato, novembre 15

Magia del fuoco

Oggi abbiamo acceso il fuoco nel camino.

Può un fuoco acceso riscaldare un cuore?

Se solo potesse cancellare l'amarezza degli ultimi due giorni, l'incredulità dei fatti che sono successi. Le supposizioni si accavallano, i pensieri si rincorrono...

La verità è che cerchiamo di spiegarci le cose sperando che la logica ci dia una qualche consolazione che sappiamo bene non verrà. Forse, speriamo, sapere cosa è successo ci aiuterà a superare il momento.

La verità è che nessuno può scrutare l'animo umano, nessuno può conoscere i pensieri degli altri, specie quando sono sovrastati da preoccupazioni, paure, o chissà che.

Forse il fuoco non è sufficiente, forse il tempo lo sarà.

Per il momento il cuore greve e gli occhi pieni di lacrime sono le uniche cose che abbiamo.

postato da: LaLocandiera alle ore novembre 15, 2008 18:15 | link | commenti
categorie: donne, bauladu storia de un pueblo
giovedì, novembre 13

Sogni

La mia vicina 82nne ieri è caduta malamente e si è scorticata il gomito.

Naturalmente per informarmi del fatto mi ha chiamato almeno due volte durante la mattina, e quando è passato il camioncino della frutta mi ha fatto anche vedere le ferite di guerra.

Ieri notte l'ho sognata, ma mi ricordo solo un pezzo. Mi sono svegliata pensando a due miei cugini ma non li ricordo nel sogno. Mi ricordo lei (che già è traballante) nel primo scalino di casa mia con un bambinetto in braccio e il bastone nell'altra mano. Le vicine giù che le dicono "Oh tzia Zuanna, candu mai a pigài su pippiu a coddu, si no s'arrèidi in pei mancu a soa" (Oh zia Giovanna, ma quando mai si prende anche un bimbo in braccio se non si regge in piedi neanche da sola).

Io ero sul pianerottolo e non sapevo cosa fare. toglierle il bambino poteva farle perdere l'equilibrio a me, lei e il bambino. scendere le scale col fardello in braccio non se ne parlava, anche perchè non le rimanevano mani per appoggiarsi alla ringhiera.

Lo so, Zia Nanna è un incubo. L'unica cosa divertente di lei - a parte che è un po' salloriàda (andata) - era di un giorno che parlavo di lei con alcuni amici di cui uno di Firenze, che è rimasto convinto per anni che il suo vero nome fosse Zia Nana, e che io pronunciassi Nanna solo perchè noi sardi raddoppiamo le consonanti.

Ecco, ha appena chiamato... effettivamente, sono le 10.45, è l'ora.

postato da: LaLocandiera alle ore novembre 13, 2008 10:47 | link | commenti (1)
categorie: bauladu storia de un pueblo
martedì, novembre 11

Giornate piene

C'è stato un tempo non molto lontano in cui le mie giornate sembravano più che vuote. Abissi.

Niente che mi muovesse durante il giorno, perditempo incredibili scovati su internet...

le ore passavano e passavano le giornate. Nessuno che dipendeva da me nemmeno per stirargli un fazzoletto. Nessun lavoro o favore che io e solo io potevo fare.

La sera mi sentivo così vuota e così ansiosa di fare qualcosa che andavo a letto tardissimo perchè non riuscivo a capacitarmi di aver passato una giornata senza aver combinato una beata fava. Come il giorno prima. Come il giorno prima ancora. E allora allungavo e allungavo cercando ansiosa qualcosa da fare ma stavo morendo di sonno e alla fine cedevo e mi coricavo.

Ora faccio tardi per riordinarmi le idee su tutto quello che sono riuscita a fare. Meno male.

Ma come fanno quelli che arrivano ad età anche importanti e ci sono arrivati sono perchè un giorno si è susseguito a quello appresso? La vita senza stimoli e curiosità è qualcosa che non capirò mai.

postato da: LaLocandiera alle ore novembre 11, 2008 00:37 | link | commenti
categorie: vita, mosciame
venerdì, novembre 07

Uomini

Hi hi hi...

ieri stavo andando a un colloquio per un servizio di interpretariato...

HI hi hi...

Scendo dalla macchina constatando che WOW ero in orario, chiudo e mi avvio.

Hi hi hi...

Come scendo incrocio due signori, uno mi guarda, sorrisino "Buonaseeeera".

Hi hi hi..

Io, divertita, rispondo al saluto e continuo per la mia strada.

Hi hi hi...

 

Era quello con cui avrei avuto il colloquio!!!!!

Hi hi hi....

Hi hi hi.... Piacere... Hi hi hi...

postato da: LaLocandiera alle ore novembre 07, 2008 14:04 | link | commenti (6)
categorie: lavoro, uomini